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Elettrodomestici e riduzione dei consumi: come rendere la cucina più sostenibile?

     

    In tempo di transizione ecologica e di crescente sensibilità per il risparmio energetico, l’attenzione orientata alla riduzione dell’impatto ambientale delle nostre abitazioni coinvolge in pieno anche la cucina. Oltre a essere molto spesso lo spazio più vissuto della casa, infatti, si tratta di quello dove si collocano alcuni degli elettrodomestici maggiormente energivori. Ma come ottenere un risparmio energetico in cucina, a vantaggio dell’ambiente e della bolletta? Scopriamolo insieme, facendo il punto su questi temi e offrendo alcuni consigli utili.

    Risparmio energetico in cucina per risparmiare ed essere più sostenibili

    Nonostante i cambiamenti sociali e tecnologici, la cucina resta lo spazio principale della casa, che peraltro ha ritrovato centralità durante i lunghi mesi della pandemia. Come abbiamo più volte avuto modo di approfondire, negli ultimi anni la sensibilità ambientale nei confronti dell’alimentazione è cresciuta, anche spingendo tante persone a rivedere le proprie abitudini a tavola. Ai fini della sostenibilità, tuttavia, oltre a quello che si mangia bisogna considerare attentamente come si utilizzano elettrodomestici e strumenti associati alla preparazione e alla conservazione dei cibi, per ridurre, per quanto possibile, i propri consumi energetici e la produzione di rifiuti, a vantaggio dell’ambiente come del portafoglio. In cucina, infatti, si concentra una parte rilevante – se non prevalente – dell’uso di energia dell’abitazione, con apparecchi che impiegano notevoli quantità di corrente elettrica, acqua e gas. Proprio in questo ambiente, perciò, è importante fare attenzione al risparmio energetico, sia nella scelta sia nell’impiego degli elettrodomestici.

    Analizzando le tipologie e gli usi di diversi apparecchi, oltre alle abitudini energivore legate all’alimentazione, vedremo come rendere la cucina più sostenibile.

    Scegliere gli elettrodomestici: occhio alle dimensioni e alla classe energetica

    Una cucina sostenibile non può prescindere da elettrodomestici a basso consumo e calibrati alle proprie esigenze. Al di là dell’aspetto e del design, infatti, è bene partire da questo, perché in genere si tende a preferire strumenti sovradimensionati purché visivamente accattivanti. Un frigorifero troppo grande, ad esempio, oltre a costare e a consumare di più, ci porterà ad acquistare più cibo per riempirlo, con ricadute negative anche in termini di eccessi a tavola e di aumento della propensione allo spreco.

    classe energetica elettrodomestici

    Andrey_Popov/shutterstock.com

    Riguardo all’efficienza energetica degli strumenti, invece, a facilitare la scelta è la classificazione internazionale da G ad A – rinnovata dal 1 marzo 2021 – che interessa tutti gli apparecchi e che invita a orientarsi verso modelli di classe A. Se questa informazione non è ben visibile, la troveremo comunque nelle etichette e nelle specifiche tecniche dell’oggetto. Il maggiore esborso per gli acquisti di classi elevate si ripagherà in poco tempo con il risparmio in bolletta, anche tenendo conto dei recenti rincari dell’energia.

    Collocazione e utilizzo: indicazioni generali

    Allo scopo di ridurre i consumi, alcuni consigli valgono per molti degli elettrodomestici che abbiamo in casa, e un primo aspetto da considerare è il loro posizionamento, fondamentale non solo per la praticità di utilizzo. Innanzitutto, il frigorifero deve essere collocato il più lontano possibile da forno e fornelli che, riscaldando anche l’aria circostante, lo costringerebbero a uno sforzo superiore, e quindi a consumi maggiorati. La parte più fresca della cucina, di conseguenza, sarà sempre da preferire, possibilmente evitando i sistemi a incasso, anch’essi controproducenti, in quanto diminuiscono notevolmente lo scambio d’aria dell’elettrodomestico, che di conseguenza non potrà lavorare al meglio. Per i fornelli, invece, il posto ideale è vicino a una finestra, sia ai fini della sicurezza sia per limitare l’uso della cappa aspirante.

    Da curare con regolarità è anche la manutenzione, utile per contenere i consumi e prolungare la vita degli strumenti. Pertanto, la pulizia dei filtri delle cappe, delle grate di ventilazione dei frigoriferi e in generale delle parti deputate a dissipare calore non va trascurata.
    Infine, quando è possibile, conviene spegnere la funzione standby degli apparecchi, che può arrivare a pesare anche più del 10% del consumo complessivo ed è indicata dalla lucina colorata accesa dopo lo spegnimento. È possibile eliminarlo per elettrodomestici quali il forno a microonde, il tostapane, il bollitore e il televisore, che se collegati a un’unica presa elettrica multipla con interruttore possono essere spenti completamente con un solo gesto. Viceversa, questo non può valere per il frigorifero, che come noto deve poter funzionare ininterrottamente.

    Come ridurre i consumi in cucina a partire dai principali elettrodomestici

    All’interno della cucina, alcuni apparecchi consumano più energia e sono usati quotidianamente.

    Forno

    Tra gli elettrodomestici da cucina, il forno – statico o ventilato – è quello che raggiunge i maggiori consumi, in particolare se alimentato a corrente elettrica (circa 2 kWh in fase di cottura). Quelli di ultima generazione permettono di risparmiare fino al 20% di energia, mentre quelli open space, che possono suddividersi in due comparti, consentono di ridurre notevolmente i consumi, perlomeno quando non occorre usare l’intero volume della camera interna.

    brizmaker/shutterstock.com

    Parlando di utilizzo dello strumento, da limitare sarebbe il preriscaldamento, che per i forni più moderni è poco utile, perché possono raggiungere la temperatura richiesta in tempi brevi. Anche lo sfruttamento del calore residuo è funzionale alla riduzione dei consumi, da praticare con uno spegnimento anticipato rispetto al completamento della cottura.

    In generale, inoltre, lo sportello andrebbe aperto il meno possibile, per evitare le dispersioni di calore che richiedono energia per ripristinare la temperatura. Perciò, meglio seguire le cotture dall’esterno, sfruttando l’illuminazione e la trasparenza dello sportello. Per lo stesso motivo e anche per ragioni di sicurezza, quando occorre girare o mescolare i cibi conviene estrarre la teglia velocemente, richiudere il forno, ed eseguire l’operazione all’esterno, per poi reinserire la teglia velocemente.

    Quando possibile, inoltre, è sempre consigliabile cuocere contemporaneamente le portate, mentre quando si accende il forno è possibile abbassare il riscaldamento domestico in inverno, perché l’ambiente circostante si riscalda comunque di un paio di gradi.

    Piano cottura

    Le considerazioni precedenti sul riscaldamento degli spazi attigui valgono anche per il piano cottura, in particolare per i fornelli a gas. Quelli elettrici a induzione, però, oggi vengono preferiti per la maggiore efficienza energetica – il rendimento arriva fino al 90% – specialmente per la drastica riduzione delle dispersioni e per la rapidità nel raggiungere le temperature richieste, come abbiamo visto nel nostro approfondimento.

    Africa Studio/shutterstock.com

    In merito all’utilizzo di pentole e tegami, va sottolineato che l’uso dei coperchi è fondamentale, perché la copertura totale, o perlomeno parziale, riduce i tempi e quindi l’energia necessaria per la cottura, che può essere monitorata ricorrendo a coperchi trasparenti. Anche tagliare il cibo in pezzi più piccoli, seppur limitatamente, contribuisce a diminuire i minuti necessari sui fornelli.
    Da considerare, inoltre, è la proporzione tra tegame e fornello, perché i fuochi devono coprire al massimo i due terzi del fondo, sempre per evitare eccessive dispersioni di calore. Quando si devono impiegare ingredienti dal frigo o surgelati, è meglio portarli a temperatura ambiente con anticipo, per ridurre i tempi di cottura e l’uso di energia. Per lo stesso motivo, per i cibi che richiedono cotture lunghe si può optare per la pentola a pressione.

    Frigorifero

    Si tratta dell’unico elettrodomestico della casa da lasciare acceso 24 ore al giorno, e che pertanto incide significativamente sul bilancio energetico della casa. Nei modelli di classe A, però, il consumo si è potuto progressivamente ridurre, grazie all’evoluzione delle tecnologie di refrigerazione e a una migliore coibentazione. Per contenere i consumi, il primo passo è regolare il termostato: 4° C per la parte frigo e -18° per la zona freezer sono sufficienti per conservare perfettamente i nostri cibi, mentre scendere a temperature inferiori potrà incidere notevolmente sui consumi annui. Per conservare in frigorifero nel modo più corretto, occorre prestare attenzione anche ai tempi e alla frequenza di apertura degli sportelli, che andranno ridotti il più possibile per non disperdere l’aria refrigerata. Una buona abitudine, ad esempio, è quella di estrarre tutti insieme i prodotti di cui si ha bisogno, e lo stesso varrà al momento di riporli. I modelli più moderni, a questo scopo, sono dotati di un timer che aziona un allarme quando si lascia lo sportello aperto per troppo tempo. Inoltre, nel tempo è importante monitorare lo stato delle guarnizioni delle chiusure, fondamentali per evitare spifferi con perdite d’aria fredda, dannosi sia per la conservazione degli alimenti sia ai fini del risparmio energetico.

    risparmio energetico frigorifero

    Pixel-Shot/shutterstock.com

    Al momento di inserire i prodotti nel frigorifero, bisognerà accertarsi che questi non siano troppo caldi, attendendo che si siano raffreddati, meglio se fino a temperatura ambiente. Il calore in eccesso, infatti, obbligherebbe la macchina a un superlavoro, a danno del contenimento dei consumi. Da evitare sono anche gli eccessi di carico, che, almeno nella fase iniziale aumentano i consumi e rallentano la refrigerazione. Come accennato nelle indicazioni generali, le parti del motore e quelle destinate all’areazione della macchina vanno tenute libere e pulite, rimuovendo gli accumuli di polvere – che le ventole attirano – e lasciando almeno 10-15 centimetri di spazio dietro e sopra l’apparecchio, e possibilmente anche sotto. Nel posizionare i cibi, infine, vanno considerate le diverse esigenze di conservazione, ricordando che la zona più fredda del frigorifero è quella più in basso.

    Lavastoviglie

    A patto di usarla a pieno carico e senza prelavaggi, la lavastoviglie permette di risparmiare acqua e detersivi, con un consumo ridotto di energia. Viceversa, quando i piatti da lavare sono pochi conviene il lavaggio a mano. Tra i programmi disponibili, per una cucina sostenibile meglio preferire i lavaggi rapidi e a basse temperature, ricorrendo a quelli intensivi solo nel caso di stoviglie molto sporche. In caso di incrostazioni tenaci, evitando il prelavaggio si può optare per pre-ammollo, magari con l’acqua di cottura della pasta, che con il suo calore e l’amido aiuterà l’operazione. Da usare con moderazione anche l’asciugatura con l’aria calda, alla quale preferire l’apertura dello sportello, per favorire la scolatura naturale e la circolazione dell’aria nelle stoviglie.

    Per una buona manutenzione, vanno evitati gli accumuli di calcare, che peggiorano l’efficienza dello strumento: a questo scopo, basterà una pulizia frequente del filtro e l’aggiunta di appositi prodotti o di acido citrico nel contenitore.

    Impianto per il riscaldamento dell’acqua

    A determinare l’impatto ambientale della nostra cucina è anche il modo in cui riscaldiamo l’acqua, soprattutto se si lavano i piatti a mano. A questo riguardo, in base alla tipologia del sistema termico utilizzato, i moderni impianti dotati di pompa di calore – che beneficiano degli incentivi statali – riducono sensibilmente il consumo di gas o altri combustibili, fino ad annullarli. Più in generale, l’acqua calda va usata senza eccessi e solo quando necessaria, impostando nella propria caldaia una temperatura di uscita di 35-40° C. A prescindere dalle loro specifiche tecniche, in tutti gli impianti termici la manutenzione va curata periodicamente, ai fini dell’efficienza e della sicurezza.

    Risparmiare acqua e ridurre l’uso di detersivi

    Una cucina sostenibile non può prescindere dalla riduzione dei consumi di acqua e detergenti, che in questo ambiente operativo della casa possono essere particolarmente elevati. In sintesi, ecco alcuni consigli di base.

    risparmio acqua piatti

    alekso94/shutterstock.com

    • Se si lavano i piatti a mano, per evitare di tenere il rubinetto sempre aperto è bene ricorrere all’uso di una bacinella o di una parte del lavello da destinare all’immersione delle stoviglie prima del risciacquo.
    • Non lasciare i rubinetti gocciolanti, ma ripararli il prima possibile, perché possono sprecare anche più di 5 litri di acqua al giorno.
    • Come avviene nell’uso professionale e industriale, per i rubinetti del lavabo sono utili i sensori o i comandi a pedale, che riducono i consumi e lasciano libere le mani dalla manovra per aprire e chiudere l’acqua.
    • Ormai onnipresenti sono i riduttori di flusso (rompigetto) e i miscelatori acqua-aria nelle uscite dei rubinetti, che a parità di volume e pressione del getto ne riducono la portata. Il calcare è nemico di questi alleati del risparmio, che andranno puliti periodicamente.
    • L’acqua di cottura usata per la pasta e ancora calda si può riutilizzare per un primo risciacquo delle stoviglie più sporche.
    • Non eccedere mai nelle dosi di detergenti e saponi consigliate dai produttori, da regolare anche in base alla durezza dell’acqua (aumentano all’aumentare della durezza).
    • Al momento dell’acquisto, è bene preferire detersivi a marchio Ecolabel, che certificano prodotti meno impattanti nel loro ciclo di vita.
    • Se si lavano i piatti a mano, prima dell’utilizzo la spugna deve assorbire bene il detersivo: per questo è utile strofinarla su sé stessa, una volta versato il prodotto sulla parte più ruvida.

    Infine, tornando al tema della riduzione dei consumi elettrici, una cucina sostenibile deve sfruttare al massimo la luce naturale e utilizzare un’illuminazione a led, la meno energivora che al momento è disponibile. Inoltre, al momento di sostituire la cucina, per ridurre l’impatto ambientale va considerata la possibilità di un suo riutilizzo totale o parziale (es. rivendita dell’usato, donazioni o seconde case). Per lo smaltimento, è obbligatorio rivolgersi ai centri autorizzati della zona nella quale si abita, anche per agevolare la raccolta differenziata dei materiali.

    Mettete già in pratica questi suggerimenti per una cucina sostenibile?

     

    Altre fonti:
    ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile

    L’articolo Elettrodomestici e riduzione dei consumi: come rendere la cucina più sostenibile? sembra essere il primo su Giornale del cibo.

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