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“Davanti al cibo cadono le barriere”: intervista ad Ana Estrela di Ethnic Cook, il bistrot sociale multietnico di Bari 

     

    Cucinare insieme è come raccontarsi una storia: mescolare gli ingredienti e scoprire in luoghi lontani sapori che ci ricordano casa. Il cibo è infatti un potente strumento affettivo, culturale e di integrazione, l’abbiamo visto incontrando Giulia Ubaldi nel suo Laboratorio di Antropologia del Cibo a Milano, nei ristoranti e nelle trattorie che attorno alla cucina hanno creato comunità preziose come La Lanterna di Diogene oppure PizzAut.

    Il cibo è anche il motore di Ethnic Cook, l’ambizioso progetto immaginato da Ana Estrela e la sua associazione Origens a Bari. Tutto è partito da alcune cene dedicate alla scoperta della cucina tradizionale afro-brasiliana alcuni anni fa, oggi Ethnic Cook è anche un bistrot sociale interculturale dove chiunque possa sentirsi a casa. Abbiamo intervistato proprio la fondatrice Ana Estrela per farcelo raccontare!

    Ethnic Cook, la strada di Ana Estrela per far dialogare le culture a tavola

    Ana Estrela ha 56 anni ed è nata a Salvador de Bahia, in Brasile, dove si trova una delle più ampie comunità afrodiscententi del Paese. La multiculturalità è nel suo sangue, così come l’esigenza di fare qualcosa di concreto per chi ne ha più bisogno. Ex ballerina, in Brasile si occupava di ragazzi di strada e di inclusione attraverso la danza, e una volta emigrata in Puglia, nel 1999, ha continuato anche in Italia fondando l’associazione Origens. L’obiettivo, all’inizio, era promuovere la cultura brasiliana attraverso l’arte finché, nel 2013, ha un’intuizione: il cibo può essere l’elemento perfetto per favorire il dialogo e avvicinare le persone.

    Nasce così “Ethnic Cook”, un programma di formazione e cucina rivolto a persone rifugiate e migranti, ma non soltanto. Dopo un primo finanziamento della Regione Puglia, il progetto viene selezionato dall’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati (UNHCR) per il sostegno allo spirito imprenditoriale e all’integrazione dei partecipanti, mentre l’Università di Bari e la Fondazione Ismu lo scelgono come una delle tre migliori realtà del Sud Italia che valorizzano le competenze dei migranti.

    Il 2021 è un anno di grandi soddisfazioni per “Ethnic Cook”, a partire dal consolidamento del bistrot sociale multiculturale aperto a Bari che è snodo culinario e comunitario per i baresi, vecchi e nuovi come ci racconta Ana Estrela. Si tratta, però, di un anno di grande rilevanza anche per un doppio riconoscimento: una menzione speciale del Basque Culinary World Prize per il suo impegno nell’inclusione sociale attraverso i cibo e il riconoscimento come una delle “Women of Food” del Corriere della Sera.

     

    Conoscevate questo progetto?

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