Gli italiani cambiano modo di spendere: cresce il food, cala il superfluo. I nuovi trend del 2025 secondo BCG

È il 2025. Cosa c’è nel tuo carrello? Lo stretto necessario. È questa la risposta che danno sempre più italiani chiamati a trovare una rapida e concreta soluzione all’effetto combinato di inflazione e perenne incertezza economica. In un mondo che temporeggia e tarda a dare indicazioni concrete, ci si rimbocca le maniche. Ci si orienta verso acquisti più selettivi ed essenziali. Ma la vera rivoluzione non è solo cosa si taglia, bensì dove si continua a investire. Perché a dire la verità, gli italiani – nonostante inflazione e incertezza – continuano a spendere, solo che lo fanno in modo diverso.
A confermarlo è il report “Gloomy Outlook: Italian Consumers Reallocating Their Spending”, incluso nella serie di ricerche “European Consumer Sentiment Report 2025” del Boston Consulting Group. L’indagine, condotta su un campione rappresentativo di 1.846 italiani (in un contesto che coinvolge nove Paesi europei), mostra un dato chiaro: mentre si riducono le spese per moda, ristorazione fuori casa, arredamento ed elettronica, il cibo si conferma una priorità assoluta. Non solo si continua a spendere in alimentari, ma lo si fa in modo più consapevole, mirato e responsabile.
Ecco come stanno cambiando le abitudini di spesa degli italiani nel 2025.
Il food resiste (e cresce!)

Il consumatore italiano reagisce con pragmatismo e buon senso: sceglie dove spendere, preferisce l’essenziale e premia ciò che ha valore reale. Secondo BCG, il settore alimentare è l’unico a registrare una crescita netta sia in termini di valore che di volume. Questo significa che gli italiani comprano di più, cucinano di più e investono nel cibo con maggiore consapevolezza.
La pandemia aveva già spostato l’attenzione sulla casa come rifugio. Oggi, l’abitazione è anche il luogo della cura di sé, del risparmio e della qualità. Il carrello della spesa diventa lo specchio di una quotidianità ritrovata, fatta di gesti semplici e nuove (sane) abitudini.
Quante volte ti sei ritrovato a pianificare i pasti della settimana preparando quella schiscetta che al lavoro tutti i colleghi ti hanno invidiato? O a riscoprire ricette suggerite da Instagram e condividere i magici momenti a tavola con gli amici nelle tue storie? In un contesto in cui ristoranti e intrattenimento fuori casa subiscono flessioni, la cucina domestica diventa un modo concreto per prendersi cura di sé senza sprechi, ma con attenzione alla qualità.
Cibo di qualità al prezzo giusto

Il cibo è l’unico ambito in cui si spende volentieri, purché il prodotto valga davvero. Gli italiani confrontano i prezzi, cercano promozioni, ma non rinunciano alla qualità. Cresce la competenza alimentare del consumatore, che oggi vuole trasparenza, ingredienti genuini e provenienza chiara. Il prezzo deve essere giustificato.
Secondo lo studio, le spese per i beni essenziali – casa, trasporti, salute, istruzione e alimentazione – aumentano del 15%, mentre si riducono dello stesso valore quelle legate ai consumi discrezionali: lusso, moda, ristoranti, cura della persona, elettrodomestici. Tra i segmenti in calo figurano anche snack e alcolici, con una contrazione tra il -20% e il -30%. In tempi incerti, ciò che è percepito come ‘non essenziale’ viene posticipato e inserito in quel limbo di oggetti del desiderio che ci ripromettiamo di comprare di mese in mese.
Per gli italiani acquisti selettivi ma sostenibili

Contro ogni aspettativa, in questo scenario di razionalizzazione, la sostenibilità conquista terreno: oltre il 50% degli italiani considera criteri ambientali nelle proprie scelte d’acquisto. Uno su cinque è disposto a spendere di più per un prodotto “green”, ma l’accessibilità rimane la sfida. La sostenibilità non può più essere un privilegio per pochi, ma deve diventare uno standard accessibile a tutti.
Per chi opera nel mondo del food, è arrivato il momento di rispondere con proposte oneste, funzionali e di qualità, capaci di accompagnare la nuova quotidianità tra le mura domestiche. “Questo macro trend ha implicazioni forti sia per le aziende produttrici sia per la distribuzione” – spiega Antonio Faraldi, Managing Director e Partner di Bcg. “Con meno vento in poppa, cresce e vince solo chi sa navigare davvero bene, ossia chi ha una comprensione reale della domanda e dei bisogni che determinano le scelte dei consumatori e chi sa costruire un’offerta mirata a soddisfare questi bisogni in modo puntuale”. Oggi più che mai, il cibo non è solo nutrimento ma diventa cultura, sicurezza e futuro.
Il 2025 segna dunque un punto di svolta nelle abitudini di consumo degli italiani: a vincere è il cibo buono, sano e sostenibile. La spesa si trasforma in una scelta consapevole, guidata dal desiderio di qualità e dalla volontà di prendersi cura di sé e dei propri cari.
E tu cosa ne pensi? Sei d’accordo con i dati rilevati da questa indagine?
Immagine in evidenza di: PeopleImages.com – Yuri A/shutterstock
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