World’s 50 Best Restaurants 2025: Le Calandre dei fratelli Alajmo tra i sei ristoranti italiani migliori al mondo

piatto di Le Calandre

L’Italia si conferma tra le eccellenze mondiali della ristorazione con ben sei locali nella classifica dei The World’s 50 Best Restaurants, un vero e proprio punto di riferimento nel panorama dell’alta cucina globale. La World’s 50 Best Restaurants Academy è composta da oltre mille esperti del settore – tra chef, ristoratori, critici gastronomici e giornalisti – suddivisi per aree geografiche, che ogni anno esprimono le proprie preferenze in forma anonima, rendendo la graduatoria uno specchio delle tendenze più significative del momento. 

Oggi, annoverate tra le élite internazionali, troviamo sei insegne italiane ciascuna portatrice di una visione unica e contemporanea della cucina italiana: Lido 84 di Gardone Riviera (Brescia) al 16° posto, Reale di Castel di Sangro (Abruzzo) al 18°, Atelier Moessmer Norbert Niederkofler di Brunico (Alto Adige) al 20°, Le Calandre di Rubano (Padova) al 31°, Piazza Duomo ad Alba (Cuneo) al 32° e Uliassi di Senigallia (Ancona) al 43°.

Ma qual è il segreto per riuscire a brillare e conquistarsi un posto nel Gotha della ristorazione? Lo abbiamo chiesto a Raffaele Alajmo, che assieme al fratello chef Massimiliano, guida Le Calandre (tre stelle Michelin) e tutto il Gruppo Alajmo – già proprietario dello storico Caffè Quadri di Venezia

Sei curioso di conoscere più da vicino questa realtà e capire cosa significa oggi essere tra i migliori ristoranti del mondo? 

Le Calandre, una storia di famiglia, passione e coraggio

Le Calandre dei fratelli Alajmo
PH Le Calandre

Nel panorama della gastronomia internazionale, ci sono luoghi che non seguono le tendenze ma le anticipano. Le Calandre, a Rubano, in provincia di Padova, è uno di questi. Il ristorante della famiglia Alajmo, insignito da anni delle tre stelle Michelin, ha riconquistato nel 2025 un posto tra i World’s 50 Best Restaurants, rientrando in classifica al 31° posto dopo un solo anno di assenza. Un riconoscimento che non premia solo la costanza e la qualità, ma anche una visione coraggiosa, capace di evolvere senza mai perdere la propria identità.

Per Raffaele Alajmo, che guida il gruppo insieme al fratello chef Massimiliano, questo ritorno è un segnale forte. “È la conferma che la nostra passione e la nostra ricerca quotidiana parlano ancora al mondo. Il riconoscimento ci incoraggia a non fermarci, a rinnovarci costantemente, restando fedeli a ciò che siamo”.

L’esordio tra costanti sfide e creatività improvvisata

Piatto creativo di Le Calandre dei fratelli Alajmo
PH Le Calandre

La storia de Le Calandre è fatta di intuizioni, lavoro di squadra e – all’inizio – anche di una certa dose di spirito di adattamento. “Nei primi anni tutto era una sfida, e spesso anche un gioco”, racconta Raffaele Alajmo. “Ricordo un periodo in cui nella nostra zona ci furono grossi problemi elettrici: per circa un mese, quasi ogni sera rischiavamo di rimanere senza corrente per ore e nel pieno del servizio. Così ogni volta scattava il nostro piano di emergenza: la sala e l’ingresso venivano immediatamente riempiti di candele, la cucina pure, e le cotture venivano spostate nelle quattro foresterie adiacenti, sempre a lume di candela, che avevano il gas funzionante. La cosa esilarante era che gli ospiti restavano a bocca aperta convinti di assistere a un evento eccezionale, quando per noi ormai era diventata una routine. Oggi sembra quasi incredibile, ma quello spirito di improvvisazione e resilienza di fronte ai problemi ci ha davvero formato”.

Per la famiglia Alajmo, ogni dettaglio dell’esperienza è parte del messaggio. Dalla cucina alla sala, fino al design degli spazi, tutto concorre a creare un senso di armonia e continuità. “La sala è un’estensione della cucina, non un elemento a parte”, precisa il CEO del gruppo Alajmo. “Anche il design è parte del linguaggio: influenza e viene influenzato dal cibo. È fondamentale che tutto comunichi la stessa visione”.

Oggi Le Calandre è una famiglia allargata composta da persone giovani, appassionate e coinvolte non solo nel processo tecnico, ma anche nella filosofia del ristorante. Un approccio che si estende anche al tema della sostenibilità, vissuta con pragmatismo e responsabilità. “È fatta di gesti quotidiani: scegliere fornitori locali, valorizzare ingredienti meno comuni, ridurre gli sprechi. Non è una moda, è un dovere verso chi produce e verso chi consuma”.

Un cappuccino iconico e tre percorsi personalizzabili

cappuccino di seppie al nero
PH Le Calandre

Tra i piatti che hanno segnato la storia del ristorante, uno svetta su tutti: il cappuccino di seppie al nero. Simbolo perfetto della filosofia degli Alajmo, è una proposta che unisce semplicità e sorpresa, e che ha saputo parlare a generazioni diverse. “Ancora oggi lo sentiamo come un simbolo del nostro modo di vedere la cucina: tradizione e ironia”, sottolinea Raffaele. Il “cappuccino” oggi vive in versioni differenti in tutti i locali del gruppo.

Nel tempo, l’esperienza gastronomica a Le Calandre si è trasformata in qualcosa di ancora più personale: i tre menù degustazione possono essere personalizzati liberamente dagli ospiti. “L’idea è nata dal desiderio di restituire al cliente una parte del gioco creativo che noi stessi viviamo in cucina”, racconta Raffaele. “È bello vedere come le persone costruiscono percorsi unici: c’è chi osa con abbinamenti inaspettati e chi rimane più fedele ai classici. In ogni caso, si crea una relazione nuova, quasi un dialogo diretto tra chef e ospite”.

La famiglia Alajmo scende in campo per emozionarsi ed emozionare

piatto del ristorante Le Calandre dei fratelli Alajmo
PH Le Calandre

All’interno del gruppo, i ruoli sono chiari ma complementari. Se Massimiliano è la mente creativa, Raffaele è l’anima organizzativa. “Il nostro segreto è la fiducia reciproca. Il mio compito è garantire equilibrio, organizzazione e solidità, cosicché la creatività possa esprimersi senza limiti. La famiglia è il nostro punto di forza, e la condivisione ci permette di affrontare anche le sfide più complesse”. 

A distanza di oltre quarant’anni dalla nascita, lo spirito è lo stesso: emozionarsi ogni giorno. “Entrare in cucina o in sala e sapere che ogni giorno possiamo offrire a chi viene a trovarci un momento unico, anche piccolo, è la molla che ci spinge. Non è mai routine: ogni servizio porta con sé volti, storie ed energie nuove”, rivela Raffaele Alajmo.

Guardando avanti, come sarà il futuro de Le Calandre? “Un luogo sempre vivo, capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità. Le sfide sono tante: continuare a crescere all’estero, esplorare nuove frontiere del gusto e al tempo stesso rafforzare il legame con il nostro territorio. Il sogno resta quello di unire bellezza e autenticità, portando un po’ della nostra casa ovunque nel mondo”. Il ritorno de Le Calandre nella classifica dei World’s 50 Best Restaurants 2025 rafforza il ruolo del gruppo Alajmo come ambasciatore della cucina italiana contemporanea nel panorama internazionale. Essere tra i sei ristoranti italiani migliori al mondo significa non solo portare in alto la bandiera del Made in Italy gastronomico ma anche valorizzare un percorso familiare iniziato oltre quarant’anni fa, dimostrando a tutti di cavalcare ancora l’onda giusta.

 

Immagine in evidenza di: Le Calandre

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