Come pulire le sarde da squame e spine: la guida passo dopo passo

Le sarde sono uno degli ingredienti simbolo della cucina mediterranea: economiche, versatili e ricche di sapore, si prestano a numerose preparazioni, dalle fritture ai piatti al forno, dai primi alle conserve. Prima di essere cucinate, però, vanno trattate con cura. Ti piacciono ma ti blocchi perché pensi che sia difficile prepararle? In realtà bastano pochi passaggi per ottenere dei filetti pronti da cucinare. Capire come pulire le sarde è più semplice di quanto sembri: vediamo insieme, passo dopo passo, come fare.
Come riconoscere sarde fresche

La qualità delle sarde dipende prima di tutto dalla freschezza, che si può riconoscere facilmente grazie a segnali visivi e tattili. Le sarde fresche si presentano con occhi lucidi e sporgenti, pelle brillante, carne soda al tatto e un odore di mare, mai pungente né ammoniacale. Chi è alle prime armi può confondere le sarde con le alici, ma si tratta di due pesci diversi. Le sarde sono più tozze e carnose, ideali per cotture intense; le alici più piccole e delicate, perfette per conserve e marinate.
Il periodo migliore per acquistarle è tra maggio e settembre, quando sono più abbondanti, sode e saporite. In questi mesi costano meno, si trovano con facilità e garantiscono la resa migliore in cucina. Anche in autunno, fino a novembre, sono ancora presenti sul mercato e, se fresche e ben pescate, offrono comunque una buona qualità.
Prima di cominciare: consigli pratici

Anche se la pulizia delle sarde non richiede particolare strumentazione, è importante predisporre uno spazio di lavoro ordinato e pulito. Basta un tagliere, un coltellino affilato e una ciotola con acqua fredda.
Se preferisci, puoi indossare dei guanti per evitare che l’odore del pesce resti sulle mani.
Se invece lavori a mani nude, per eliminare l’odore basta sfregare le mani con succo di limone, aceto bianco o un po’ di bicarbonato, prima del sapone. Una volta finito, ricorda di disinfettare il piano di lavoro e gli utensili: è una buona abitudine non solo per l’igiene, ma anche per la sicurezza alimentare.
Come pulire le sarde: il procedimento passo dopo passo
Pulire le sarde richiede pochi minuti e un po’ di cura. Se è la prima volta, niente paura: basta seguire i passaggi con attenzione. La stessa tecnica si adatta anche a pesci simili, come le alici: essendo più piccole e delicate, serve solo un po’ di attenzione in più nei movimenti.
Ecco come ottenere filetti puliti e pronti da cucinare.
- Sciacqua il pesce. Passa le sarde sotto acqua fredda corrente per eliminare le impurità superficiali. Poi tamponale delicatamente con carta da cucina.
- Rimuovi testa e viscere. Appoggia la sarda su un tagliere e afferra la testa: strappala via con un movimento deciso verso il basso. In questo modo rimuoverai anche gran parte delle interiora. Se restano residui nel ventre, inserisci il pollice nella cavità e fallo scorrere delicatamente fino alla coda.
- Apri la sarda a libro. Apri la sarda esercitando una leggera pressione lungo il dorso, in modo da separare i due filetti senza staccarli del tutto: resteranno uniti dalla pelle, come se stessi aprendo un libro.
- Rimuovi la lisca. Togli la lisca centrale con le dita o con l’aiuto di un coltellino affilato, facendo attenzione a non rompere la carne.
- Elimina le squame. Durante questa fase potresti notare piccole squame, soprattutto lungo il dorso. Sono molto sottili e spesso si staccano da sole in cottura. Se vuoi una preparazione più pulita (ad esempio per marinate o farciture), sfrega delicatamente la pelle con le dita o con il dorso di un coltello, sempre sotto acqua corrente.
- Asciuga i filetti. Dai un ultimo risciacquo ai filetti e tamponali con carta assorbente. Ora sono pronti per essere cucinati come preferisci.
Come pulire le sarde sotto sale
Capita spesso di acquistare sarde già sotto sale, soprattutto nei banchi del pesce o nei negozi specializzati. In questo caso non serve pulirle come quelle fresche: sono già eviscerate e private della testa. È sufficiente sciacquarle rapidamente sotto acqua fredda per eliminare il sale in eccesso, poi asciugarle bene prima di utilizzarle.
Come usare le sarde in cucina

Una volta pulite, le sarde sono pronte per essere cucinate in diversi modi. Sono ottime fritte, semplicemente infarinate o con una panatura croccante. Si prestano benissimo a ricette tradizionali come le sarde a beccafico, piatto simbolo della cucina siciliana, oppure le sarde in saor, tipiche del Veneto. Ma la regina resta sempre la pasta con le sarde, un primo piatto ricco e aromatico. Grazie al loro sapore deciso, si adattano bene anche a preparazioni più creative, come torte salate, crostoni, insalate tiepide o conserve casalinghe.
Conservazione e sicurezza alimentare

Le sarde sono un alimento delicato e vanno trattate con attenzione anche dopo la pulizia. Se non le cucini subito, conservale in frigorifero all’interno di un contenitore ben chiuso, possibilmente con del ghiaccio. Fai attenzione che il pesce non entri a diretto contatto con l’acqua. L’ideale è consumarle in giornata.Se invece pensi di gustarle crude o marinate, ricorda che è fondamentale abbatterle per prevenire il rischio di parassiti come l’Anisakis. Puoi farlo in due modi: congelandole a -18 °C per almeno 96 ore, oppure cuocendole a una temperatura superiore ai 60 °C per almeno un minuto.
Pulire le sarde richiede attenzione, ma con un po’ di pratica diventa un gesto naturale.
E tu, hai qualche consiglio da condividere su come le pulisci?
Immagine in evidenza di: Foodgraphy39/shutterstock
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