Butterfly pea flower: proprietà e usi in cucina

Attenzione, il nome completo può trarre in inganno. No, non ci riferiamo alla prima parte, ovvero butterfly pea – il fiore di pisello blu – ma all’utilizzo del termine tea. Infatti, la butterfly pea flower tea non è un tè vero e proprio, perché non proviene dalla Camellia sinensis, ma è una tisana ottenuta dall’infusione dei petali essiccati.
Questa bevanda si distingue per il suo colore blu intenso e per una curiosa particolarità: a contatto con ingredienti acidi come il limone, cambia tonalità virando verso il viola. Questo fiore, oggi sempre più diffuso anche in Europa, viene apprezzato non solo come tisana, ma anche come ingrediente creativo in cucina e in mixology.
Ma qual è la sua storia? E come si fa?
La storia di un fiore ricco di proprietà

Come la maggior parte degli ingredienti usati per gli infusi, anche questo fiore dalle peculiarità cromatiche uniche ha origini in Asia, in particolare in Thailandia, Vietnam e India. Tutti luoghi in cui da secoli viene utilizzato come colorante naturale e come rimedio nella medicina tradizionale. In Thailandia, per esempio, l’infuso viene servito spesso con l’aggiunta di succo di limone o miele, mentre in India la Clitoria ternatea è citata nei testi ayurvedici per le sue proprietà benefiche.
Le virtù della butterfly pea sono dovute principalmente al contenuto di antociani, pigmenti naturali che donano al fiore la sua tipica colorazione blu e che svolgono un’azione antiossidante. Questo si traduce in benefici per la salute degli occhi e della pelle, ma anche in un supporto contro l’invecchiamento cellulare. Gli infusi a base di fiore di pisello blu vengono inoltre associati a un effetto rilassante e digestivo, e alcuni studi hanno evidenziato possibili effetti positivi sulla memoria e sulla concentrazione.
Per queste ragioni, i benefici della butterfly pea hanno contribuito a renderla sempre più popolare anche al di fuori delle zone di origine.
Gli usi in cucina e in mixology

Il modo più semplice per avvicinarsi a questo ingrediente è preparare una tisana butterfly pea, che permette di apprezzarne sia il colore che le note delicate. Ma il fiore di pisello blu trova spazio anche come colorante naturale in preparazioni dolci e salate: risotti, pane, pasta fresca e dessert assumono sfumature suggestive senza ricorrere ad additivi artificiali.
Negli ultimi anni ha conquistato anche il mondo della mixology, grazie alla capacità degli infusi di cambiare colore a seconda del pH, trasformando cocktail e bevande analcoliche in esperienze scenografiche.
Lasciando da parte i tecnicismi e le preparazioni troppo complesse, preparare una tisana con il fiore di pisello blu è semplice, e può diventare più piacevole se arricchita con altri ingredienti. Per una tazza bastano 4-5 fiori essiccati di Clitoria ternatea, da lasciare in infusione in acqua calda (non bollente) per circa 5 minuti. Per attenuare il gusto erbaceo si può aggiungere qualche fetta di zenzero fresco o una scorza di limone: l’acidità, oltre a rendere la bevanda più aromatica, ne modifica il colore dal blu al viola. In alternativa, un cucchiaino di miele è ottimo per addolcire la bevanda senza coprirne gli aromi.
Non è quindi un semplice fiore ornamentale, ma un ingrediente che apre possibilità interessanti per chi cerca nuove soluzioni in cucina.
E tu conoscevi il butterfly pea flower tea? L’hai mai assaggiato?
Immagine in evidenza di: frank60/shutterstock
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