Le varietà di riso: ecco quali sono e i loro utilizzi in cucina

risotto zafferano

Su cosa si misurano le capacità tecniche di un cuoco o di un appassionato dei fornelli? Tra i piatti che più mettono alla prova, c’è sicuramente il risotto: una preparazione che richiede attenzione, metodo e la conoscenza di alcune regole fondamentali. 

Ma prima ancora di concentrarsi sulle tecniche, è fondamentale saper distinguere le varietà di riso. Ogni tipologia, infatti, ha caratteristiche che la rendono più adatta a una preparazione piuttosto che a un’altra: dal chicco piccolo e compatto dell’originario, perfetto per minestre e dolci, ai chicchi lunghi e consistenti dei risi superfini, protagonisti dei migliori risotti.

Ma quali sono, nel dettaglio, queste varietà?

Le categorie di riso in Italia

risotto al tartufo
Food magic/shutterstock

Partiamo dalle basi. In Italia il riso viene suddiviso in quattro grandi categorie, stabilite in base alla dimensione e alla forma del chicco. Si parte dall’originario, che include varietà a chicco piccolo e tondeggiante, con un’elevata capacità di assorbire liquidi ma poca resistenza in cottura. Segue il gruppo dei semifini, con chicchi di media grandezza, compatti e versatili.

Il fino, invece, comprende risi dal chicco più allungato e consistente, adatti a piatti che richiedono una cottura più prolungata. Infine, i superfini si distinguono per i chicchi grandi e affusolati, perfetti per i risotti perché tengono bene la cottura e rilasciano gradualmente amido. Questa classificazione è il primo strumento utile per definire le varietà presenti sul mercato, oltre a essere un riferimento pratico per capire come orientarsi nelle diverse preparazioni.

Le varietà più conosciute e i loro utilizzi

arancini
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Tra le varietà più diffuse, l’originario Balilla si riconosce per i chicchi piccoli e tondeggianti che rilasciano molto amido: per questo trova impiego ideale nelle minestre, nei minestroni e nei dolci al cucchiaio come il riso al latte. Sempre tra gli originari troviamo il Selenio, apprezzato per la consistenza morbida, utilizzato soprattutto per la produzione di riso soffiato e dolci confezionati, ma anche in alcune preparazioni di ispirazione orientale.

Nel gruppo dei semifini spicca il Vialone Nano, molto apprezzato soprattutto in Veneto, dove è riconosciuto anche come IGP. Il suo chicco è in grado di assorbire bene i condimenti, restituendo risotti cremosi e ben mantecati. Rispetto ad altre varietà utilizzate per i risotti, presenta tempi di cottura leggermente più brevi, caratteristica che lo rende pratico e versatile in cucina. Accanto a questo, il Rosa Marchetti, oggi meno diffuso, si distingue per il suo chicco leggermente perlato e per la buona capacità di adattarsi a differenti preparazioni.

Tra i fini, troviamo varietà come il Sant’Andrea, tipico del Piemonte e della Lomellina, che si presta sia alla preparazione di risotti che di minestre, mantenendo una buona resistenza alla cottura. Nella stessa categoria rientra anche il Roma, con chicchi grossi e tondi che rilasciano molto amido, ideale per timballi, supplì e arancini, perché garantisce compattezza.

Infine, tra i superfini troviamo due delle varietà più celebri: l’Arborio, con chicchi grandi e un’alta capacità di rilasciare amido, perfetto per risotti all’onda ma più delicato da gestire in cottura, e il Carnaroli, forse la varietà più nota e apprezzata. Quest’ultimo unisce tenuta in cottura e ottima capacità di mantecatura, risultando particolarmente versatile. Da citare anche il Maratelli, varietà storica italiana che ha aperto la strada a molti ibridi moderni, e il Lido, apprezzato per la sua resa uniforme.

Le varietà esotiche: tra curiosità e nuovi usi in cucina

riso basmati
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Accanto alle varietà italiane, negli ultimi anni hanno trovato spazio anche tipologie di riso provenienti da altre tradizioni gastronomiche. Il Basmati, coltivato soprattutto in India e Pakistan, è caratterizzato da chicchi lunghi e sottili e da un profumo delicato: perfetto come contorno o per piatti unici della cucina asiatica. Dal profilo più floreale è invece il Jasmine, originario della Thailandia, ideale da abbinare a curry o piatti speziati.

Molto apprezzato è anche il riso Venere, nato in Italia da un incrocio con varietà asiatiche a pericarpo nero: oltre al colore caratteristico, ha un gusto leggermente tostato che lo rende adatto a insalate e piatti di pesce. Non mancano poi il riso rosso e quello integrale, scelti per il maggior contenuto di fibre e per la consistenza al dente, usati soprattutto in insalate fredde e piatti salutistici.

Queste varietà non sostituiscono i classici Carnaroli o Arborio nelle ricette tradizionali, ma arricchiscono la dispensa e invitano a sperimentare preparazioni nuove, spesso legate a cucine di altri Paesi.

E tu conoscevi queste varietà? Le hai mai provate?

 

Immagine in evidenza di: kuvona/shutterstock

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