Lido 84: dove il Lago di Garda incontra l’alta cucina di Riccardo Camanini

pasta lido 84

Ci troviamo nel giardino diffuso noto come Gardone Riviera (BS), sulla sponda occidentale del Lago di Garda. In questo paradiso che profuma di italianità, i fratelli Giancarlo e Riccardo Camanini hanno deciso di dare forma a una delle esperienze gastronomiche più significative della cucina italiana contemporanea: Lido 84.

Tra canfori e ulivi, oleandri e bouganvillee, dove comincia la suggestiva “Riviera dei Limoni”, sorge un ristorante che sembra respirare insieme al paesaggio, in perfetto equilibrio con l’ambiente naturale che lo circonda. Qui il lago influenza la luce, i profumi, i ritmi della cucina e persino l’emozione che si prova varcando la soglia.

Negli anni, Lido 84 è diventato un punto di riferimento internazionale, amato da ospiti provenienti da tutto il mondo e riconosciuto dalla critica gastronomica più autorevole: nel 2025 si è classificato al 16° posto nella lista dei The World’s 50 Best Restaurants, piazzandosi primo tra i ristoranti italiani. Un risultato che celebra non solo la creatività dello chef Camanini, ma soprattutto la sua capacità di tradurre in piatti l’anima del Garda, fatta di calma e complessità, restando fedele alle proprie origini.

Lido 84 e la sua inarrestabile corsa sul tetto dell’Olimpo 

Lido 84
PH Lido 84

Dopo un lungo percorso formativo al fianco di maestri come Gualtiero Marchesi, Raymond Blanc, Jean-Louis Nomicos e Alain Ducasse, nel 2014 lo chef Riccardo Camanini sceglie di tornare in Italia per radicare la sua visione a Gardone Riviera, in un luogo di rara bellezza, costruendo una cucina profondamente personale che nasce dal dialogo tra memoria, tecnica e territorio. “Essere inclusi per il sesto anno consecutivo in una classifica così prestigiosa è un grande onore e, al tempo stesso, una responsabilità importante”, racconta Riccardo Camanini. “Non ci soffermiamo troppo sull’essere i primi tra gli italiani, ma sul rimanere coerenti con la nostra identità. La nostra cucina è legata al territorio, alla memoria, alla tecnica, ma deve anche emozionare e sorprendere”.

La filosofia di Camanini si traduce in un equilibrio continuo tra istinto e metodo, in quella che lo chef definisce una “cucina personale”. Ogni piatto nasce da una riflessione che attraversa il passato e lo reinterpreta senza nostalgia, aprendo alla curiosità e alla ricerca. Per descrivere il Lido 84, Camanini preferisce parlare attraverso tre concetti fondamentali:

  1. Con i piedi nell’acqua, perché il Lago di Garda è parte integrante dell’identità del ristorante, fonte viva di ispirazione e materia prima;
  2. Caos controllato, come lo chef stesso lo definisce, un flusso continuo tra sala e cucina, dove ogni gesto è calibrato e ogni servizio è un dialogo diretto con l’ospite;
  3. Cucina personale, espressione di un pensiero unico e irripetibile, dove la tecnica diventa linguaggio poetico.

L’identità del Lido 84

Il successo del Lido 84 nasce da un percorso artigianale e coraggioso. “Il ristorante è nato senza capitali d’impresa o investitori esterni. Nei primi anni non ci siamo nemmeno dati uno stipendio”, spiega Camanini. “La sfida è stata costruire qualcosa che potesse durare nel tempo, reggere la pressione della crescita e delle aspettative. Abbiamo scelto di credere in un sogno, costruendolo giorno dopo giorno, imparando a mantenere la qualità e la coerenza in ogni servizio”.

Rigatone Cacio e Pepe in vescica: un piatto, una garanzia!

cacio e pepe in vescica
PH Lido 84

Emblema della cucina di Camanini è il celebre Rigatone Cacio e Pepe in vescica, piatto iconico del Lido 84. Una proposta nata da una curiosità: reinterpretare un grande classico popolare attraverso una tecnica antica e quasi dimenticata, la cottura in vescica di maiale. Il risultato è una pietanza che sorprende per profondità di gusto e texture, ma soprattutto per l’emozione che riesce a suscitare. “Non è stato pensato come un piatto simbolo, lo è diventato naturalmente”, spiega Camanini. “Chi lo prova, spesso torna per riassaggiarlo. I nostri rigatoni cacio e pepe in vescica raccontano il rispetto per la tradizione, la curiosità di esplorare e propongono il gusto come linguaggio emozionale”. 

Il menù del Lido 84 si articola in due percorsi: uno “storico”, custode dell’identità del ristorante con specialità della tradizione, e l’altro declinato in cinque menù stagionali, che cambiano ogni anno seguendo il ritmo naturale delle materie prime. “Ogni piatto deve trasmettere la stagione e il luogo in cui nasce”, sottolinea Camanini. “È un dialogo continuo con ciò che la natura ci offre, senza mai forzare nulla”.

Il futuro del Lido 84 punta alla continuità 

Sala interna del ristorante Lido 84
PH Lido 84

Quale sarà il futuro del Lido 84? Lo chef immagina il locale come una ricerca costante nella continuità. “Il sogno più importante è continuare su questa strada per mantenere lo stato di fatto, migliorandoci sempre di più e senza chiaramente perdere la nostra identità. Come esprimeva anche il gastronomo francese Brillat-Savarin nei suoi concetti, è proprio la ripetizione del gesto – che per un artigiano è un piacere e non una ‘frustrazione’ – a consolidare la qualità”.

Oggi Camanini e il suo team investono nella formazione interna, nella cura dell’esperienza dell’ospite e nella ricerca gastronomica. Emblematica è la sperimentazione del fusillo cotto per 84 ore, conservato in vasi con mostarda di frutta e lasciato evolvere nel tempo. Un progetto che rappresenta alla perfezione la filosofia del ristorante: osservare la trasformazione come forma di creazione.

Il Lido 84 è oggi una delle voci più autentiche della cucina italiana contemporanea, capace di unire rigore tecnico e libertà creativa, territorio e universalità. Un luogo dove il tempo rallenta e ogni gesto trova un significato

 

Immagine in evidenza di: Lido 84

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