Custodi del suolo: perché è importante la Giornata Mondiale del Suolo

giornata mondiale del suolo

Quando pensiamo alla parola “biodiversità”, la mente corre verso scenari esotici, foreste rigogliose o mari ricchi di vita. Eppure, esiste una biodiversità nascosta, ma decisiva per la nostra sopravvivenza: è quella che abita nel suolo. Proprio lì, sotto i nostri piedi, inizia la storia del cibo che mangiamo, della qualità dell’aria che respiriamo e della salute degli ecosistemi che ci circondano.

Ed è da questo punto di vista che va letta la Giornata Mondiale del Suolo, istituita dalle Nazioni Unite e fissata ogni 5 dicembre. Un’occasione che quest’anno viene celebrata in tre giorni di iniziative al Museo del Suolo di Pertosa (SA), in Campania, con l’obiettivo di educare, coinvolgere e premiare chi ogni giorno si prende cura della terra. Ma per capire davvero di cosa stiamo parlando, è necessario scavare un po’ più a fondo.

Biodiversità e suolo: un ecosistema sotto i piedi

distese di verde
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Il suolo è vivo. Non si tratta di una metafora, ma di un fatto scientifico: ogni manciata di terra ospita milioni di microrganismi come batteri, funghi, insetti, lombrichi, che insieme formano la biodiversità del suolo. Questo microcosmo invisibile ha un ruolo fondamentale nella decomposizione della materia organica, nella fertilità del terreno, nella regolazione dell’acqua e perfino nella cattura del carbonio.

Secondo la FAO, oltre il 25% della biodiversità del pianeta si trova sotto terra. Nonostante la sua importanza, questa risorsa viene spesso ignorata o sfruttata senza attenzione: il consumo di suolo, l’agricoltura intensiva, l’urbanizzazione e l’inquinamento minacciano la vitalità di questi habitat nascosti.

Quando il suolo si impoverisce, a farne le spese è in primis l’ambiente, ma anche l’agricoltura, l’alimentazione e la salute umana. Meno biodiversità significa meno resilienza ai cambiamenti climatici, meno qualità nei prodotti agricoli, più fragilità nei sistemi naturali. Per questo, occuparsi di tutela del suolo significa anche parlare di cibo, un legame che abbiamo esplorato affrontando, per esempio, il tema dei sistemi di stoccaggio del carbonio nel suolo o nell’analisi delle pratiche agricole rigenerative.

Il suolo in festa: a Pertosa un weekend tra scienza e creatività

mani nella terra
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La sensibilizzazione e la conoscenza su un tema tanto cruciale quanto poco noto sono tra le motivazioni principali che stimolano la celebrazione della Giornata Mondiale del Suolo. Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, il Museo del Suolo è l’unico in Italia interamente dedicato a raccontare questo mondo invisibile. E proprio lì, dal 5 al 7 dicembre, si celebra la Giornata istituita dall’ONU con un programma ricco e accessibile, pensato per coinvolgere tutti: studiosi, famiglie, bambini, cittadini.

Ad aprire le danze, il convegno “Il suolo vivo e i suoi custodi”, durante il quale interverranno esperti della materia come Claudio Zaccone, presidente della Società Italiana della Scienza del Suolo, e Paolo Pileri, urbanista, docente e divulgatore. Entrambi saranno protagonisti anche della cerimonia di premiazione dei Custodi del Suolo 2025 poiché riceveranno un riconoscimento per l’impegno concreto nella promozione della cultura del suolo. Zaccone, docente all’Università di Verona, verrà premiato per la sua attività di ricerca sul sequestro del carbonio e il contributo alla divulgazione della scienza pedologica, mentre Pileri, professore al Politecnico di Milano, si è distinto per il lavoro di sensibilizzazione sul consumo di suolo e per progetti di pianificazione territoriale sostenibile.

Insieme a loro, verranno assegnati i riconoscimenti anche ad altri tre Custodi del Suolo per quest’anno: Tessa Gelisio, volto noto della divulgazione televisiva, per la capacità di parlare di sostenibilità in modo chiaro e coinvolgente, raggiungendo un pubblico vasto e trasversale; Giuseppe Cilento, agricoltore e cooperatore, considerato da oltre cinquant’anni un punto di riferimento nella diffusione di un’agricoltura basata sulla rigenerazione del suolo e sulla cooperazione; infine, la Re Soil Foundation, attiva a livello nazionale, per il ruolo strategico nel riportare il tema del suolo al centro delle politiche ambientali.

Il legame con il cibo: agricoltura e biodiversità vanno a braccetto

In un mondo agricolo sempre più minacciato da cambiamenti climatici, erosione e desertificazione, il suolo rappresenta una risorsa chiave: coltivare nel rispetto della biodiversità significa avere raccolti più sani, più resistenti, meno dipendenti da input chimici.

Lo dimostrano pratiche come l’agroecologia, l’agroforestazione, la rotazione delle colture, tutte modalità che migliorano la struttura del terreno e ne aumentano la resilienza.

Un recente studio, ad esempio, ha messo a confronto agricoltura biologica e convenzionale in Italia, evidenziando come i suoli coltivati con metodi sostenibili presentino una maggiore ricchezza microbica e una migliore capacità di trattenere acqua e nutrienti. Non è un caso, quindi, che tra i Custodi del Suolo premiati ci sia anche chi lavora quotidianamente la terra. È nella connessione tra chi produce cibo e chi ne racconta la storia che si gioca una parte fondamentale della transizione ecologica.

Educare alla terra: un museo per tutte le età

laboratorio bambini con piante
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Tra gli obiettivi delle attività al Museo del Suolo in occasione della Giornata Mondiale c’è la volontà di coinvolgere pubblici diversi. Domenica 7 dicembre, il museo si trasformerà in un laboratorio di fantasia con Giovanni Muciaccia, artista e performer conosciuto per il programma tv Art Attack, che condurrà uno spettacolo tra creatività e riciclo.

L’idea è semplice: mostrare come il rispetto per l’ambiente possa passare anche dal gioco, dal riuso, dalla condivisione. Accanto a lui, il Gioco Quiz Gigante curato da Amici in Campo animerà il museo con domande su natura, scienza e archeologia, perché anche divertirsi può essere un gesto ecologico.

In un’Italia dove il suolo è tra le risorse più a rischio – secondo ISPRA, ogni anno ne perdiamo oltre 70 km² – iniziative come questa non sono solo eventi: sono strumenti culturali per riscoprire la terra come bene comune. La Giornata Mondiale del Suolo, infatti, non è (solo) una celebrazione. È un invito a cambiare prospettiva. Sporcarsi le mani, in questo caso, è un gesto politico e poetico insieme. Significa tornare a coltivare relazioni sane con la terra, adottare pratiche alimentari consapevoli, sostenere chi lavora in armonia con l’ambiente. Perché, come ricorda il direttore del Museo del Suolo, Vincenzo Michele Sellitto, «creare una cultura della terra è il primo passo per custodirla davvero».

 

Immagine in evidenza di: Proonty/shutterstock

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