Bernardo Tavola Temporanea, la destinazione gourmet del Polesine

primo piatto di Bernardo Tavola Temporanea

Ci troviamo nel cuore del Polesine, tra il Canal Bianco e la vasta campagna veneta, immersi nella storia rurale di una terra stanca di essere definita “depressa” o “desolata”. Perché qui, infatti, con impeccabile umiltà, duro lavoro e sacrificio di chi ama davvero questo territorio, qualcosa di autentico e sorprendente sta spiccando il volo verso il panorama gastronomico nazionale. 

Lontano dai circuiti gourmet tradizionali, in una villa del Seicento convertita in ristorante di nicchia, nasce Bernardo Tavola Temporanea: un progetto che sta trasformando il mito della “terra depressa del Polesine” in un racconto di creatività, identità, territorio e lusso esperienziale. A fondare e dirigere il progetto ci sono la polesana Laura Braggion e il compagno di una vita, lo chef molisano Danilo D’Alete. 

In appena un anno e mezzo dall’apertura, Bernardo Tavola Temporanea è già stato inserito nelle guide Gambero Rosso e Identità Golose, un risultato significativo per una realtà nata in una “terra depressa”, a dimostrazione di come anche territori considerati marginali possono esprimere eccellenza. Cerchiamo dunque di capire cosa ha portato al successo questo progetto nato “con l’obiettivo di esprimere un’idea gastronomica autentica e distintiva”, come spiegano i due giovani fondatori, riuscendo fin da subito a catturare l’attenzione di un pubblico curioso proveniente da tutta Italia.

Bernardo Tavola Temporanea, l’unione tra territorio e cucina d’autore

team di Bernardo Tavola Temporanea
PH Bernardo Tavola Temporanea

Laura Braggion e Danilo D’Alete, partner nella vita e nel lavoro, hanno messo anima e corpo in una visione comune, in cui entrambi credono fermamente. “Bernardo Tavola Temporanea nasce nell’ottobre 2024 come naturale evoluzione di Goostoso, la nostra azienda produttiva fondata nel 2016 a Ca’ Bernardo, in provincia di Rovigo – inizia a raccontare Laura – Con Goostoso realizziamo fondi, demi-glace e bisque per l’alta ristorazione e per yacht di lusso, forti delle esperienze maturate in ristoranti stellati in Italia e in Europa. L’idea della Tavola Temporanea è frutto del desiderio di dare concretezza a queste produzioni – precisa – facendole vivere in un’esperienza gastronomica diretta e raccontando al tempo stesso il territorio polesano, spesso considerato a torto una ‘terra depressa’”.

Due persone che hanno fatto del mondo della ristorazione un punto focale della loro vita. “La vera svolta arriva durante il Covid, quando decidiamo di mettere in discussione tutto e lasciare i nostri lavori sicuri — Laura era direttrice Food & Beverage in un importante hotel sul Lago di Garda, Danilo chef in ristoranti di alto livello, ndr — per costruire un progetto autonomo e totalmente nostro”. 

La proposta è chiara: offrire percorsi di degustazione che raccontino ingredienti, tradizioni e impulsi creativi, attraverso un viaggio tra tradizione e modernità in un ambiente raccolto e riservato, aperto da settembre a maggio con un numero limitato di coperti. Un’esperienza gastronomica a 360 gradi che fonde sapori locali, tecniche di cucina d’autore e una narrazione tangibile del territorio.

Un racconto gastronomico tra Polesine e Molise

menù di Bernardo Tavola Temporanea
PH Bernardo Tavola Temporanea

La cucina di Bernardo Tavola Temporanea è frutto di un dialogo tra le origini venete del progetto e le radici molisane dello chef. “Quando penso a un menù, prima di tutto penso a cosa vorrei mangiare io”, esordisce Danilo D’Alete parlando del suo processo creativo, sintetizzando un approccio che mette il gusto al centro, prima ancora dell’estetica.

Una filosofia che si traduce in piatti essenziali dove ogni ingrediente ha un senso preciso, spesso legato al territorio polesano. “Da questo punto di vista Laura mi aiuta moltissimo – spiega D’Alete – soprattutto nel recupero delle ricette di una volta, che per vari motivi rischiano di perdersi tra le nuove generazioni”. È da questo lavoro di memoria e reinterpretazione che nascono idee come lo snack del prossimo menù, ispirato ai toast dei bar di paese: pane in cassetta realizzato con farina di germe di grano, farcito con una crema di aringa e completato dal bovis, una preparazione tipica del territorio che lo chef ha deciso di ricreare in chiave artigianale.

piatto
PH Bernardo Tavola Temporanea

Accanto al Polesine, trovano spazio anche le origini molisane di D’Alete, che dialogano con il Veneto attraverso un elemento comune e identitario: l’Adriatico. Non a caso, uno dei percorsi degustazione si intitola “Linea di costa”, un viaggio gastronomico che unisce Molise e Polesine, due territori spesso considerati marginali ma accomunati da affinità culturali e gastronomiche profonde.

I menù degustazione cambiano periodicamente e portano nomi evocativi, come “Il cortile di Bernardo”, dedicato alla memoria contadina reinterpretata con tecniche contemporanee, o “Lungo il Canal Bianco”, pensato come un percorso emozionale che segue idealmente gli argini del corso d’acqua storico su cui si affaccia la villa. Proprio da quest’ultimo menù nasce il piatto a cui Laura è più legata: Latte e polenta.

Si tratta di un dessert che rilegge il concetto di millefoglie in chiave identitaria, sostituendo la sfoglia con sottilissimi strati di polenta dal sapore leggermente abbrustolito, capace di evocare i tegami delle nonne e la parte croccante che si mangiava da bambini. A completare il dolce, una crema al miele, un’infusione di caffè e l’anisetta, con un cuore all’anice che richiama i ricordi d’infanzia. “È diventato il nostro must – racconta la titolare – proprio perché racchiude memoria, territorio ed emozione”.

Un ambiente intimo, fragile ma potente

ambiente della sala
PH Bernardo Tavola Temporanea

Ogni ambiente della villa seicentesca che ospita Bernardo Tavola Temporanea riflette l’eredità della famiglia veneziana dei Bernardo, rendendo questa dimora un simbolo di storia, cultura e innovazione. La villa è stata restaurata con cura, mantenendo il fascino storico e integrando moderne tecnologie. Con appena una dozzina di coperti in totale, Bernardo è un luogo dove ogni dettaglio è raccontato, ogni piatto è spiegato e ogni ospite è accolto come fosse di famiglia. 

Bernardo per noi è casa. Ha una sala intima e raccolta, e il confronto con l’ospite è parte dell’esperienza – racconta chef Danilo – Mi piace uscire a fine servizio per ringraziare il cliente per essere venuto a trovarci, e poi mi piace capire effettivamente che tipo di cliente ho davanti. Cerco di ascoltare soprattutto le critiche costruttive che mi pongono e, in alcuni casi, sono addirittura diventate piatti proposti nel nostro menù”.

“Abbiamo clienti che tornano ad ogni nuovo percorso degustazione proposto – afferma Laura – È bellissimo vedere come ciò che raccontiamo venga così tanto apprezzato. L’esperienza per il cliente è su misura dal momento della prenotazione fino al saluto finale. L’unico ‘limite’, per così dire, sta nella lista d’attesa: da noi il walk-in non esiste, la prenotazione è obbligatoria proprio per garantire la cura in ogni dettaglio”.

Polesine, una terra fertile oltre il pregiudizio

team
PH Bernardo Tavola Temporanea

Quando si parla di Polesine, molti continuano a evocare stereotipi di marginalità. Oggi il Polesine rientra tra i territori italiani maggiormente colpiti dalla fuga di giovani e laureati. Un dato che restituisce l’immagine di un territorio in difficoltà, segnato da una fragilità strutturale che incide soprattutto sulle prospettive delle giovani generazioni. 

Sempre più spesso i ragazzi sono costretti a fare le valigie per cercare altrove opportunità di studio, formazione qualificata e un futuro professionale all’altezza delle proprie aspirazioni. Il risultato è un progressivo impoverimento umano e sociale: chi se ne va difficilmente torna. Ma quando i giovani che si sono formati altrove come Laura, decidono di investire sul loro territorio di origine e portano proposte di successo, significa che questa terra non è completamente arida e può produrre ancora innumerevoli germogli. “Qui esistono realtà e risorse che meritano di essere raccontate”. Per Laura e Danilo, infatti, più che l’assenza di qualità, pesa spesso la narrazione negativa di questo territorio: “Quando si parla di dare valore a zone depresse è proprio il racconto delle belle realtà che vi esistono che diventa la chiave che ne cambia la prospettiva”.

“Il 60% dei nostri clienti arriva da fuori, provengono da Bassano, Bologna, Ravenna, Parma, Brescia, ma sorprendentemente il 40% dei clienti abituali è polesano e abituato all’alta ristorazione. Perciò posso assicurare che non siamo depressi affatto! – puntualizza Laura – Tra l’altro, ci tengo a precisare che in Polesine siamo l’unica realtà ristorativa di questo tipo, gli unici che producono bisque e demi-glace a livello così alto in tutta Italia e in tutta Europa. Ed è solo raccontando un territorio che possiamo capovolgere la narrazione che altri fanno su di noi”. 

Uno sguardo al futuro

Danilo D’Alete
PH Bernardo Tavola Temporanea

La visione di Bernardo non si ferma al solo ristorante. Il progetto complessivo contempla anche una più ampia valorizzazione della villa storica e dei suoi spazi: immaginando nel tempo una piccola struttura ricettiva capace  di offrire un’esperienza immersiva nel Polesine che vada oltre la ristorazione. Inoltre, il laboratorio Goostoso continua a crescere come strumento di supporto agli chef, fornendo prodotti di alta cucina ai ristoranti e contribuendo a un dialogo più ampio con il mondo gourmet italiano.

Se il Polesine per molti resta un luogo poco noto, Bernardo Tavola Temporanea è la prova che la qualità non conosce confini, e che anche territori considerati marginali possono diventare fari di innovazione culinaria. Qui, tra un menù degustazione, una polenta rivisitata e un pairing curato nei minimi dettagli, si racconta non solo il gusto, ma l’anima di una terra che vuole farsi conoscere davvero.

 

Immagine in evidenza di: Bernardo Tavola Temporanea 

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